Stefan Kiessling: la macchina da gol che non lascia Leverkusen

Da quando è approdato a Leverkusen nel 2006 Stefan Kiessling ha già segnato oltre 100 reti con la maglia delle aspirine diventandone il simbolo indiscusso

Stefan Kiessling: la macchina da gol che non lascia Leverkusen

Dal Bayer Leverkusen sono passati tanti campioni che nel corso degli anni hanno usato le aspirine come trampolino di lancio per la loro carriera salvo poi tornarci, come nel caso di Michael Ballack, per concludere la loro carriera quando questa volgeva sul viale del tramonto. La storia di Stefan Kiessling va invece in controtendenza visto che il ragazzone di Lichtenfels dopo essere arrivato alla Bay Arena nel lontano 2006, quando aveva solamente 22 anni, ha deciso di legare il suo nome indissolubilmente a questi colori che ormai veste da 8 anni.

Stefan Kiessling del Bayer Leverkusen

Stefan Kiessling al Bayer Leverkusen dal 2006

LA STORIA – Dopo essere cresciuto nelle giovanili del TSV Eintracht Bamberg viene acquistato dal Norimberga con cui esordisce in Bundesliga nella stagione 2002-2003 dove raccoglie solamente una presenza prima della retrocessione del club che aiuterà l’anno successivo a risalire grazie ai suoi gol. Resta in Baviera fino al 2006 quando, dopo una stagione coronata da 10 gol in 31 partite di campionato, il Bayer decide di puntare su Kiessling rilevandone il cartellino per 6,5 milioni di euro. Arrivato a Leverkusen si prende immediatamente il ruolo di titolare e perno dell’attacco della squadra tedesca – non è mai sceso sotto le 30 presenze in campionato – cominciando a segnare con costanza e aumentando stagione dopo stagione il suo bottino realizzativo. Nelle otto annate – escludendo quella in corso – in cui ha giocato col Bayer, il centravanti tedesco ha superato la doppia cifra di gol realizzati in stagione per 6 volte ed in quella attuale ha già raggiunto quota 8 gol tra campionato e coppe poco prima del mese di dicembre. Ad oggi il bottino realizzativo di Kiessling con la maglia delle aspirine è di 142 gol in 341 presenze ufficiali, numeri che gli hanno permesso di vincere la classifica dei marcatori della Bundesliga nel 2013 quando solo in campionato realizzò 25 reti su 34 partite giocate, ma che alla soglia dei 30 anni non gli sono ancora valsi la definitiva ribalta internazionale ne il passaggio ad un top club di livello assoluto.

DNA BAYER – La chiamata però Kiessling l’ha ricevuta ed anche più di una volta, come dichiarato anche dal DS Rudi Voller che ha spiegato come negli anni abbia rifiutato tante proposte importanti dai maggiori club d’Europa pur di trattenerlo alla Bay Arena ergendolo a ruolo di bandiera del club e paragonandolo a un altro simbolo della storia della squadra come Ulf Kirtsen (13 anni in maglia Bayer con 182 gol in 350 presenze). Onorato dall’affetto di pubblico e società il centravanti tedesco non sembra particolarmente interessato a lasciare Leverkusen dove comunque ha la possibilità di giocare con costanza la Champions League, competizione nella quale ha segnato 7 reti nelle 21 presenze fatte nella massima competizione europea. L’unico neo che si può trovare nella carriera di questo grande attaccante è il suo complesso rapporto con la maglia della nazionale con cui ha debuttato ormai nel lontano 2007 ma che ha avuto l’onore di indossare solamente 6 volte, suscitando tra l’altro i mugugni di tanti tedeschi che ammirano le qualità di Kiessling e negli anni lo avrebbero voluto più protagonista, come successo la scorsa estate quando il CT Low infatti ha deciso di tenerlo fuori nonostante l’infortunio di Mario Gomez e l’età avanzata di Miroslav Klose che a conti fatti è stato l’unico attaccante convocato per la spedizione, poi vittoriosa, dei tedeschi in Brasile.

Alex Rivolta

 

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