Leicester, le storie dietro a una bella favola

Scopriamo insieme le storie di una delle rivelazioni della Premier League, il Leicester di Nigel Pearson

Leicester, le storie dietro a una bella favola

102 punti, sole 6 sconfitte in 46 partite la stagione passata in Championship e le lodi arrivate da tutto il mondo calcistico inglese in un inizio di Premier League assolutamente strepitoso. Si parla del Leicester City di Nigel Pearson, la faccia nuova del calcio inglese. Le Foxes (il soprannome deriva dal Leicestershire, in passato roccaforte della caccia alle volpi) continuano infatti a sorprendere grazie a poche individualità ma un collettivo che ha già fatto crollare qualche big, specialmente al Walkers Stadium. (Stadio che prende il nome dalla marca di patatine più famosa in Inghilterra, prodotta a Leicester)

UN COLLETTIVO DI STORIE – Come ogni bella realtà anche quella di Leicester contiene diverse storie di giocatori che necessitano di essere raccontate. Jamie Vardy, 27 anni e che fino al 2012 giocava nel Fleetwood in Conference, autentico mattatore del 5-3 contro lo United e che è sotto l’occhio di Hodgson. Leonardo Ulloa, arrivato dal Brighton questa estate e già protagonista con 5 goal in 6 partite di un inizio fantastico quando le aspettative erano più su Dave Nugent, “vecchia volpe” dei campi inglesi. A centrocampo fondamentale è l’apporto di Cambiasso e Drinkwater, giocatori bocciati per motivi diversi da Inter e Manchester United e che stanno trascinando il centrocampo delle Foxes.
Belle storie di rivincita anche nella linea difensiva. Da Paul Konchesky, tra i migliori terzini sinistri da inizio stagione e che dopo aver lasciato Fulham appariva sul viale del tramonto a Wes Morgan, il capitano.
Tra i pali Kasper Schmeichel, figlio dell’ex leggenda dello United Peter ma allo stesso tempo rimasto sempre lontano dallo United. (Ma non dai dirimpettai del City in cui ha fatto tutta la trafila giovanile)

IL CONDOTTIERO PEARSON – Ex difensore arcigno, specialmente dello Sheffield, è il vero e proprio protagonista in panchina della Premier League. Pearson che malgrado la fama da difensore però ha costituito un collettivo capace di segnare parecchio, consapevole che la miglior difesa è proprio l’attacco.
Aplomb continuo e dichiarazioni misurate al momento hanno contraddistinto le dichiarazioni di quest’ultimo, capace di passare dal 4-4-2 con l’Arsenal al 4-1-4-1 con lo United lasciando intatto il suo diktat tattico, attaccare, attaccare e ancora attaccare.

Dario Di Ponzio

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