New Liverpool, Old Mario. Ma è solo colpa sua?

Il Liverpool stenta e Balotelli è già finito nell’occhio del ciclone dei tabloid inglesi. Ma le colpe forse non sono solamente sue.

New Liverpool, Old Mario. Ma è solo colpa sua?

Con la sconfitta di mercoledì sera in Champions League contro il Basilea è ufficialmente scoppiata la crisi in casa Liverpool e il nome che più fa discutere, anche a causa della campagna mediatica a suo sfavore, è quello di Mario Balotelli.

CRISI DI IDENTITA’ – Con soli sette punti raccimolati in sei giornate di campionato e con il Chelsea capolista già a +9 sembrano già cancellate ogni chance scudetto per i Reds che, dopo la cavalcata della scorsa stagione naufragata solo nel finale a causa dello scivolone di Gerrard, stentano a ritrovare un’identità prima di tutto sotto l’aspetto del gioco. L’addio in estate a Luis Suarez nonostante abbia portato tanti milioni in cassa di cui buona parte sono stati reinvestiti, ha lasciato un buco che non sembra colmabile dai tanti giocatori arrivati ad Anfield Road per sostituire l’uruguaiano, primo fra tutti – ovviamente – Mario Balotelli.

ALWAYS HIM? – E’ sempre lui il protagonista principale delle cronache e delle polemiche che arrivano dall’Inghilterra. Già etichettato come un costoso rigorista per una squadra che già ha nel capitano Gerrard il rigorista di riferimento, Mario non è ancora riuscito a calarsi nella nuova realtà e non trova il giusto feeling nel gioco con i suoi compagni. Bisogna sottolineare però che oltre a Balotelli stanno deludendo anche quasi tutti i nuovi arrivati ad Anfield: Lazar Markovic è l’ombra del talentuoso esterno visto al Benfica, Lambert è poco più di una riserva che gioca gli scampoli di partita lasciati liberi da Balotelli e Lallana per quanto sempre generoso nelle prestazioni non è quel tipo di giocatore che ha lo spunto per determinare in proprio le partite. Oltre a questo va sottolineato il fatto che i Reds giocano nella stessa maniera in cui giocavano quando in attacco c’erano Suarez e Sturridge, due giocatori dalle caratteristiche tecniche ben diverse da quelle del 45 ex Inter e Milan. Questo equivoco tattico più che a Balotelli va ricondotto al tecnico Rodgers che dovrà, nel minor tempo possibile, cercare di plasmare il gioco della squadra con l’obiettivo di massimizzare le prestazioni dell’attaccante, visto che in caso contrario il disastro è annunciato.

Balotelli dal canto suo però deve evitare di ricadere nelle stesse identiche situazioni che hanno fatto finire male le sue precedenti avventure con Manchester City e Milan dove, dopo un primo periodo positivo anche con il supporto della tifoseria, il giocatore aveva cominciato a mostrare chiari segni di insofferenza rendendosi protagonista di prestazioni sempre più scialbe e opache.

Alex Rivolta

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