Premier League: equilibrio e spettacolo nel campionato di Sua Maestà

Il campionato inglese è sicuramente il più bello ed equilibrato al mondo, vi sveliamo il "modello inglese"

Premier League: equilibrio e spettacolo nel campionato di Sua Maestà

MAI COSI’ EQUILIBRATO – Dal 1992, quando venne fondata sulle basi della vecchia First Division, la Premier League non è mai stata così equilibrata; basti pensare che 6 delle prime 20 squadre più ricche al mondo provengono da questo campionato. Club blasonati come: Manchester United, Chelsea, Arsenal, Liverpool, Manchester City, Tottenham, Everton, Newcastle, West Ham, Aston Villa più qualche squadra emergente come Southampton e Sweansea ad affrontarsi ogni settimana, lo spettacolo è assicurato. Basti pensare che il Liverpool (18 titoli inglesi, 11 trofei internazionali più altri nazionali per un totale di 59 trofei nel proprio palmares) si trova all’11° posto in classifica.

I NUMERI – A cosa è dovuta tanta ricchezza? Se guardiamo la nazionale inglese è si formata da campioni come Rooney, Gerrard e Terry, ma vanta una sola Coppa del Mondo nel lontano 1966 (secondo i soliti maligni vinta grazie a favori arbitrali). Come fanno le squadre inglesi a mantenere il livello delle rose cosi alto? La risposta è semplice ma va analizzata, con i soldi. I club inglesi sono i più ricchi del mondo, basti pensare che l’Hull City (15° posto, il Chievo inglese) quest’estate ha speso poco più di 40 milioni di euro per il mercato. La Juventus campione d’Italia ne ha spesi poco meno di 37. La differenza tra la Premier e la Serie A, oltre alla mentalità (quando mai in Inghilterra si discute per 1 settimana di un episodio arbitrale?), sta negli introiti dovuti ad efficaci regolamenti della Federazione Inglese. Ogni squadra ha il suo stadio di

Diego Costa, bomber del Chelsea.

Diego Costa, bomber del Chelsea.

proprietà, che oltre ad essere moderno ed efficente, garantisce servizi 24h su 24 tutti i giorni. Oltre a questo, le partite del sabato (l’equivalenti alle nostre partite domenicali delle 15) non vengono trasmesse in diretta, “costringendo” la gente a riempire gli stadi (come se ce ne fosse stato bisogno). Basti pensare che Londra è sede di 14 società (quindi 14 stadi) di cui 5 della massima serie più Wembley (stadio della nazionale) mentre Roma ha soli due stadi: l’Olimpico (di proprietà del CONI) diviso da Lazio e Roma, e il Flaminio (non a norma per l‘UEFA). Il campionato inglese è più appetibile e quindi più richiesto, ricavando cosi molto dai diritti TV venduti all’estero, garantendo più soldi alle società. In totale la Premier incassa 300 milioni in più di diritti televisivi rispetto alla Serie A, mentre tra merchandising, stadio ecc.ecc. arriva a guadagnare quasi 1 miliardo in più del nostro campionato. Altro numero impressionante è quello dei trasferimenti: quest’estate nel massimo campionato inglese sono stati spesi più di 1 miliardo di euro per 390 calciatori, mentre in serie A sono stati spesi 310 milioni per ben 910 calciatori. A risentirne è sicuramente il livello e la qualità del calcio.

IL PIU’ BELLO DI SEMPRE – Questo campionato è il più equilibrato di sempre? Difficile dirlo, visto che l’unico campionato che può tenergli testa è quello italiano degli anni 90-00. A quei tempi a giocarsela c’erano Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, Fiorentina e Parma.  In Premier League sono almeno 10, senza considerare che ogni domenica ci si può aspettare un risultato a sopresa, la prima può perdere contro l’ultima (il Manchester City campione in carica ha già perso in casa contro lo Stoke, squadra di metà classifica). Molte squadre hanno almeno un campione in rosa e possono permettersi esborsi enormi, ad esempio il Chelsea ora capolista, ha strappato all’Atletico Madrid campione di Spagna due pilastri come il bomber Diego Costa e Filipe Luis per circa 60 milioni, la stessa cifra spesa in totale tra Napoli e Juve e il valore totale delle rose di almeno 6/7 nostri club di Serie A. Dopo 11 giornate, squadre come Manchester United (squadra con più campionati da quando si chiama Premier League), Newcastle, Everton, Liverpool e Tottenham si trovano fuori dalla zona Europa. A dimostrazione del grande equilibrio basti pensare che tra il 2° e il 10° posto ci sono solo 10 punti differenza, e che dalla zona salvezza alla zona europa ce ne sono solo 8.

UN CIELO DI STELLE – Dei 23 candidati al Pallone d’Oro, 5 provengono dalla Premier League (Diego Costa, Coutrois, Yaya Tourè, Hazard e Di Maria) mentre il resto sono divisi tra i 3 top club (Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco) più Pogba della Juventus e Ibrahimovic del PSG. La Premier può vantare anche un’altro primato: è l’unico campionato ad avere 3 dei 10 allenatori dell’anno, ovvero Mourinho (Chelsea), Van Gaal (Man.United) e Pellegrini (Man.City). Mancano all’appello campioni del calibro di Gerrard, Lampard, Rooney, Falcao, Terry, Fabregas, Aguero, Sanchez, Ozil, Nasri e molti altri top-player. C’è da sperare che la Premier non cambi nome in “All-Stars League”, e che lasci qualcosa anche alla concorrenza.

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