Il Chelsea di Mou alla conquista del trono d’Inghilterra

Il Chelsea di Mourinho è il maggior candidato a trionfare nella Premier League di quest'anno. Scopriamo il perchè

Il Chelsea di Mou alla conquista del trono d’Inghilterra

Il nuovo Chelsea sta mettendo a tacere partita dopo partita le critiche di coloro che si sono espressi a sfavore dei trasferimenti in uscita dei vari Frankie Lampard, David Luiz, Fernando Torres e Romelu Lukaku. D’altronde Josè è soprannominato ‘Special One’ non a caso, lui sa cosa serve per vincere e gli arrivi di Cesc Fabregas, Filipe Luis, Diego Costa e Thibaut Courtois sono stati fortemente voluti dal coach portoghese in modo da completare una rosa già competitiva rendendola più forte in tutti i reparti.

IL SECONDO ANNO – Statistiche alla mano, Jose Mourinho ha sempre ottenuto i migliori risultati durante il suo secondo anno sulla stessa panchina. Non è un caso quindi che dopo appena sei giornate tre casalinghe e tre esterne, sono 19 i goal all’attivo, 5 le vittorie e un solo pareggio per un bottino totale di 16 punti. Sono questi i dati di uno straripante inizio di stagione per gli uomini di Mourinho che si piazzano di prepotenza in testa al campionato più vecchio del mondo. L’impronta del coach portoghese è pienamente visibile nella compattezza e nella poca distanza che esiste tra i reparti. La squadra è sempre corta, pronta a pressare e a ripartire o a far girar la palla quando serve.

NEO ALL’ETIHAD – L’unica frenata stagionale è arrivata all’Etihad Stadium di Manchester contro i Citizens. Una gara molto combattuta con 7 cartellini gialli ed uno rosso, tanti interventi decisi, ottimo possesso palla da parte delle due formazioni ed un gol (quello del definitivo 1-1 in risposta al momentaneo vantaggio di Schurrle) siglato da un giocatore non a caso. La Dea del calcio, infatti, ha voluto regalare quest’altra splendida e in un certo senso unica emozione all’intramontabile Frankie Lampard, uno che con la maglia dei blues ha collezionato 211 goals in 648 presenze diventando il realizzatore più prolifico nella storia del club londinese.
Chissà cosa sia passato per la mente di Mourinho quando ha visto il pallone insaccarsi in rete, lui che ha scaricato un pezzo di storia vivente del club spiegando come il suo centrocampo avesse bisogno di gente fresca e gambe giovani (Vedi Nemanja Matic, classe ’88 che dopo tre anni di prestiti tra Vitesse e Benefica è tornato tra le mura di casa voluto proprio dal number one portoghese).

COSTA TORNA ATLETICO – Dimenticato o quasi Mr. Frankie Lampard, il beniamino per la stagione 2014-2015 di Roman Abramovich e di Matthew Hardy indossa la maglia numero 19 e si sta affermando alla grande nel campionato inglese (così come ha fatto nella Liga spagnola con la casacca dell’Atletico Madrid andando a segno 56 volte in 96 apparizioni) con otto gol all’attivo dopo solo sei gare consentendo ai ‘blues’ di piazzarsi al comando della classifica generale. Nonostante la facilità con la quale Diego Costa riesce ad esprimersi sui manti erbosi britannici, lo staff medico ha il dovere di monitorare giorno dopo giorno le condizioni fisiche dello spagnolo che soffre di un’infiammazione muscolare da non sottovalutare. Le alternative in casa Chelsea però non mancano mai grazie al sorprendente ritorno a Stamford Bridge di Didier Drogba e l’arrivo dell’agile attaccante francese Loic Remy già andato a segno all’esordio con la nuova maglia nel match vinto 4-2 contro lo Swansea di fronte ad un caldissimo Stamford Bridge.

LOTTA DI VERTICE – Come sappiamo la Premier League è l’unico campionato al mondo nel quale ci sono almeno 5 contendenti al titolo e dove è quasi imperdonabile commettere errori.
Domani si scende in campo e a Londra c’è già aria di derby. Domenica il Chelsea ospita l’Arsenal del solito Wenger che viene da uno stimolante 4-1 casalingo in Champions contro il Galatasaray del nostro vecchio ma non caro amico Cesare Prandelli.
Stamford Bridge sarà tutto esaurito e in città non si trovano altro che biglietti taroccati venduti a prezzi stratosferici. I tifosi blues non vedono l’ora di abbracciare i propri beniamini e, perchè no, di assistere e questa volta di esultare ad un altro “gol dell’ex” che sicuramente darà modo ai tanti appassionati e narratori di favole calcistiche di esibirsi in un altro dei loro pezzi.
Stiamo parlando di Cesc Fabregas, il talento spagnolo che dal 2003 al 2011 ha collezionato 303 presenze, 57 goals e 98 assist e chissà se dopo Frank Lampard all’Etihad Arena ora tocca a lui scrivere un altro pezzo di storia blues.

Stefano Piccinno

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