Analisi del calcio tedesco dopo il mondiale

La nazionale tedesca sembra avere le carte in regola per vincere ancora. Diversa la situazione a livello di club

Analisi del calcio tedesco dopo il mondiale

Da quando quel 13 luglio Mario Gotze siglò in spaccata il gol che riportò la Coppa del Mondo in Germania, ci siamo chiesti se fosse stato solo l’inizio di un lungo dominio tedesco. I presupposti ci sono, la squadra che ha vinto in Brasile era composta da numerosi giovani, a partire proprio dall’eroe del Maracanà fino ai vari Mustafi, Thomas Muller (nonostante sembri un veterano ha solo 25 anni), Schurrle, Reus, Kramer, Kroos, Ozil, Howedes, Draxler, Boateng, Hummels, Khedira…insomma tutta gente che non supera i 27 anni e che probabilmente ha davanti ancora 2 mondiali e 2 europei da giocare. Non bastassero, ci sono sempre i rientranti Badstuber (25enne del Bayern con un palmares niente male) e Mario Gomez più qualche irrinunciabile come Neuer e il nuovo capitano Schweinsteiger.

RAMPA DI LANCIO- Dal fallimento del Mondiale 2006, la federazione tedesca è ripartita da zero e i risultati ottenuti sono più che ottimi. Già nelle nuove convocazioni post-Mondiali troviamo altri tre ragazzi in rampa di lancio: Sebastian Rudy (centrocampista classe 1990 dell’Hoffenheim), Erik Durm (classe 1992) e Matthias Ginter (1994), entrambi provenienti dal sempreverde Borussia Dortmund e ormai in pianta stabile nella difesa di Klopp. Mancano all’appello il nuovo portiere del Barcellona Ter-Stegen (22 anni) e qualche altro talento tra cui Emre Can (20 anni scuola Bayern, ora al Liverpool), Weiser (20), Rode (23), Gaudino (18), Scholl (18, quest’ultimi voluti in prima squadra da un certo Pep Guardiola) e Volland (22 anni, 11 gol e 9 assist lo scorso campionato con l’Hoffenheim). Che la nazionale tedesca avrà una rosa di tutto rispetto ancora per tanti anni c’è da giurarci, ma basterà per vincere qualcosa?

IL POST-MONDIALE- Dopo il Mondiale hanno lasciato il capitano di tante battaglie Philipp Lahm e il bomber dei mondiali Miro Klose. La prima punta è stato uno dei problemi di Joachim Loew in Brasile, risolto con eccellenti risultati con l’adattamento di Muller come centravanti. Con il ritorno di Gomez bisognerà capire se sceglierà di arretrare Muller o proseguire per questa strada; sicuramente in attacco il livello è altissimo. Il caso ha voluto che la prima partita della nazionale, da campione del mondo in carica, sia stata proprio contro quell’Argentina sconfitta nella finale di Rio. Questa volta però, l’albiceleste si è imposta per 2-4 in terra tedesca in una partita scoppiettante. E’ partita bene invece l’avventura nelle qualificazioni al prossimo Europeo francese del 2016; la Germania ha infatti esordito con un 2-1 ai danni della Scozia, in un girone che vede come maggiore insidia la Polonia di Lewandowski. Il ranking Fifa parla chiaro, la squadra di Loew comanda con più di 100 punti di vantaggio sulle inseguitrici. Il movimento calcistico tedesco, almeno per quanto riguarda le nazionali, sembra essere una macchina potente e implacabile.

LA SITUAZIONE DEI CLUB- Diverso è invece il discorso per i club. Se prima si pensava che dietro Bayern Monaco e Borussia Dortmund ci fosse il vuoto, ora anche i gialloneri stanno perdendo colpi. Dopo 6 giornate solo 7 punti e 12° posto in Bundesliga, comandata neanche a dirlo dai bavaresi a quota 14. Le altre non sembrano avere lo stesso passo, e nonostante i club possano investire molti soldi (es. Wolfsburg, Schalke 04 e Bayer Leverkusen) non riescono ad arginare il gap. Anche in campo europeo la nazionale tedesca non sembra avere rivali, vista anche la fine del ciclo spagnolo, ma nonostante questo i club in questa stagione mostrano un calo. La Germania infatti è soltanto 4° nel Ranking Uefa stagionale (preceduta da Italia, Croazia e Spagna) e dal prossima anno dovrà oltretutto rinunciare ai punti delle abbondanti stagioni passate (a partire dal 2010/11 in cui il Bayern e le altre ben figurarono nelle coppe europee). Per ora il terzo posto è ben saldo, ma nel giro degli anni potrebbe vacillare. Visti questi numeri la federazione tedesca punterà tutto sulla squadra di Loew. Non resta che sperare che Neuer e compagni non facciano l’asso pigliatutto, il prossimo atto è fissato per l’11 ottobre sul campo della Polonia.
Alessandro De Santis

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